Palermo, studenti nigeriani profughi dall’Ucraina rifiutati. Ora li ospitano i valdesi


di Francesco Sellari Trovata una sistemazione per i due ragazzi che arrivano da Kiev e chiedono asilo. Vorrebbero riprendere gli studi interrotti per la guerra. Il ruolo dell’università

Dopo un rifiuto di accoglienza perché i due profughi da Kiev erano in realtà di origine nigeriana, i due studenti fuggiti dall’Ucraina hanno trovato finalmente una «casa» a Palermo e potranno proseguire negli studi. Come segnalato dall’agenzia di stampa Nev, Michael e Meshack, 27 e 21 anni, hanno trovato ospitalità nel centro La Noce a Palermo. Si tratta di una struttura gestita dalla Diaconia valdese che accoglie migranti ma anche donne, famiglie e in generale soggetti vulnerabili. «Quando sono arrivati avevano bisogno di riposo – ci spiega la direttrice del centro Anna Ponente – erano stanchi e disorientati. Ora stanno cominciando a familiarizzare con gli operatori dell’housing sociale e a conoscere il quartiere. Hanno già cominciato a studiare l’italiano e sono in contatto con un team legale che potrà aiutarli dal punto di vista documentale». I due ragazzi erano riusciti a lasciare l’Ucraina e insieme ad un terzo compagno sono arrivati a Trapani, dove quest’ultimo ha raggiunto dei parenti. Tramite passaparola, vengono a sapere della possibilità di essere ospitati a Palermo. Poi, la brutta sorpresa. La proprietaria dell’appartamento accetta solo profughi ucraini doc.

Il futuro

Così si fa avanti suor Anna Alonzo che li ospita per qualche giorno nella «Casa Regina della Pace» a Casteldaccia. E ora, finalmente, una sistemazione definitiva e più consona alle loro esigenze. «Non sappiamo ancora se hanno parenti o altri conoscenti in Italia che possano aiutarli. Qui, però, hanno trovato altri giovani, altri studenti. È un contesto relazionale più adatto a loro – spiega la Ponente. -È un momento molto delicato. Più in là, se lo vorranno, potranno affrontare con i nostri operatori un percorso psicologico per potersi esprime su quello che hanno vissuto, sul rifiuto che hanno subito. Per il momento posso dire che vedo in loro una grande determinazione nel voler continuare a studiare: non vogliono rinunciare a questo sogno».

<h5>Il ruolo dell’Università</h5><p>La bella notizia di questa vicenda triste è la mobilitazione che ha coinvolto diverse realtà. A partire dall’Università di Palermo, che con il suo COT, Centro orientamento e tutorato, ha segnalato i due studenti al centro gestito dalla Diaconia Valdese. Come detto, hanno già cominciato a seguire un corso di italiano presso Itastra, la scuola di lingua italiana per stranieri del Dipartimento di Scienze Umanistiche. La stessa Università, in collaborazione con la Cledu, la Clinica legale dei diritti umani, si sta occupando della richiesta di asilo. «Una volta iniziata la pratica per l’asilo, sarà possibile iscriverli», ci dice il professor di filosofia del diritto Aldo Schiavello. «È assolutamente da stigmatizzare quello che è successo. Questo atteggiamento differenziato per persone che scappano dalla stessa guerra. La nostra università è molto attenta al tema delle migrazioni. Siamo state tra le prime realtà a consentire l’iscrizione ai richiedenti asilo. Basta che abbiano inoltrato la domanda. E l’iscrizione all’università è un requisito che spesso favorisce la concessione della protezione». <a href="https://www.corriere.it/scuola/universita/22_marzo_29/guerra-ucraina-messa-620-posti-studenti-ricercatori-universita-italiane-8b12f982-af52-11ec-a232-b69d1c970bf4.shtml">Schiavello è referente per l’Università di Palermo del progetto sui Corridoi universitar</a>i: ogni anno oltre 60 studenti che hanno ottenuto lo status di rifugiato possono avere accesso a un percorso di studi in Italia in uno dei 32 atenei aderenti. «Stiamo cercando di capire come fare per<a href="https://www.corriere.it/scuola/universita/cards/test-medicina-2022-via-6-settembre-infermieri-aspiranti-maestri-tutte-date/medicina-via-6-settembre_principale.shtml"> iscrivere il ragazzo che studia medicina</a> – aggiunge Schiavello – Dobbiamo capire con il Miur se è possibile una deroga poiché come è noto in Italia medicina è a numero chiuso. Mentre per il ragazzo che studia economia il percorso è sicuramente più semplice. Cercheremo di orientarlo verso il corso di laurea più adatto ai suoi precedenti studi». </p>    <p>5 aprile 2022 (modifica il 5 aprile 2022 | 09:43)</p> <p>© RIPRODUZIONE RISERVATA</p>

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“https://www.corriere.it/scuola/secondaria/22_aprile_05/palermo-studenti-nigeriani-profughi-dall-ucraina-rifiutati-ora-li-ospitano-valdesi-9bedd350-b4af-11ec-a84e-197043dca567.shtml”
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